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domenica 8 gennaio 2012

La passeggiata di Capodanno

BUON ANNO A TUTTI!!!!
Primo post dell'anno fresco fresco il primo giorno dell'anno.
"Dopo le feste natalizie avevamo proprio bisogno muoverci un pò per smaltire tutte le calorie accumulate tra panettoni e torroni... Non si può mica passare le feste solo a mangiare e poltrire... scherziamo!!!!
E poi come faccio a rientrare nei miei pantaloni taglia xx ...."

Ultima camminata prima dell'inverno

Ops... scaricando le ultime fotografie mi sono accorta di avere tralasciato una bellissima escursione che abbiamo fatto in tardo autunno. Complice il meraviglioso tempo di una assolata domenica mattina, ci siamo diretti in Valsassina per una passeggiata tranquilla che si è rivelata molto soddisfacente dal punto di vista panoramico. L'itinerario inizia nel centro storico di Baiedo dove abbiamo imboccato la mulattiera che porta al Pian di Nava e al Rifugio Riva. Dopo aver percorso la mulattira che, tornante dopo tornante, sale lungo il versante della Valsassina, ci siamo ritrovati in una splendida e verdeggiante piana

venerdì 30 settembre 2011

San Bernardino ... d'estate

I frequentatori di questo blog sanno benissimo che San Bernardino è una meta classica delle nostre escursioni invernali sugli sci di fondo. Oggi però parliamo di una San Bernardino diversa, sempre bella, completamente verde, in pieno agosto. L'escursione inizia dall'abitato di San Bernardino e sale verso il passo lungo il sentiero che ricalca la vecchia strada romana. Dopo una piacevole salita si arriva al passo dove sorge l'ospizio, analogo agli ospizi del Gran San Bernardo e del Piccolo San Bernardo. Per la discesa abbiamo scelto un percorso alternativo che ci ha riportato verso il paese percorrendo il versante orientale della vallata.

domenica 17 aprile 2011

Sassi di primavera

Ciao a tutti!
Ritornata la bella stagione, alle biciclettate si affiancano le passeggiate in montagna. Per rimetterci in forma, a inizio Aprile, abbiamo deciso di fare due passi in media montagna, restando nel Varesotto. Questa volta riescono ad unirsi a noi anche Pat&Gab, in questo periodo molto presi dall'organizzazione della Mezza Maratona di Como (per info RUN'inCOMO). Complice la mia conoscenza della zona, dove si trova un "casello" (piccola malga varesotta) dalla mia famiglia curato da anni, decidiamo di fare rotta per Marzio, piccolo paesino della Valceresio. L'itinerario prevede un anello che ci porta a percorrere le strade in costa che tagliano il versante del Monte Piambello,facenti parte delle opere di difesa della Linea Cadorna. Prima tappa è il Sass di Bol, un monolito porfirico poggiato sul versante nord del Monte Piambello; da lì ci dirigiamo verso la Bocchetta dello Stivione e il Monte Derta. Durante il ritorno decidiamo di scendere nel Vallone dove resta la costruzione di un vecchio crotto, il Crotto San Filippo, ormai chiuso da decenni.

venerdì 1 ottobre 2010

A volte non serve andar lontano.

Una domenica mattina di settembre, quando l'aria inizia ad essere frizzantina ed è piacevole restarsene al sole a riscaldarsi, Matteo mi propone di fare un giretto alternativo. Invece di prendere la macchina e inoltrarci nelle vallate orobiche mi propone un itinerario tutto a piedi. Partenza da Casa Franca e arrivo in cima al Monte Canto.
Il Monte Canto, tanto caro ai Sottomontesi, che protegge il paese del Papa dai gelidi venti del nord, propone una serie di sentieri adatti a tutte le tipologie di camminatori e ciclisti. Si passa dalla strada sterrata a bassa pendenza a stretti sentierini. Per la salita, Matteo mi ha proposto la classica strada sterrata (inesistente fino all'arrivo dei boscaioli coi trattori) che si snoda lungo il versante sud in tornanti successivi fino alla loc. Santa Barbara. Da lì dopo esserci rifocillati sul prato abbiamo seguito il sentiero che porta a San Giovanni, e da lì siamo tornati a casa. 
 
DOMENICA 12 SETTEMBRE 2010
ITINERARIO - Sotto il Monte Giovanni XXIII - Monte Canto loc. Santa Barbara - San Giovanni - Sotto il Monte Giovanni XXIII.
SPORT - Trekking.
DISLIVELLO - Quasi 330 m di dislivello su un percorso totale di 12 km circa tra andata e ritorno.
TIPOLOGIA DI PERCORSO -Ampia strada sterrata che sale a tornanti lungo il versante sud del Monte Canto.
POSSIBILI DIFFICOLTA' - Itinerario tranquillo adatto a tutti.
TEMPO DI SALITA - Due ore comprese le "pause-mora".
PAESAGGIO -  L'occhio può spaziare su tutta la puanira a sud del Monte Canto mentre a nord, se non c'è foschia, è possibile ammirare il gruppo delle Grigne, il Resegone, l'Albenza.

venerdì 10 settembre 2010

Miniere a cascata (parte 2).

Ciao a tutti!
Vi starete chiedendo perchè l'articolo è diviso in due parti, magari domandandovi cosa c'entrano le cascate con le miniere... Di ritorno dall'itinerario in mezzo alle miniere, in prossimità di Cogne, abbiamo notato un cartello che indicava "Cascate di Lillaz". . Il giorno successivo, ovviamente incuriositi dall'indicazione, armati di macchina fotografica, abbiamo seguito i cartelli fino a Lillaz dove abbiamo scoperto un piacevole itineario per tutta la famiglia, proprio dietro il centro abitato. Ed ecco svelato l'arcano! Se non fossimo andati a vedere le miniere probabilmente non avremmo visto il cartello e non saremmo andati ad ammirare le cascate, da qui il collegamento tra i due articoli. Inolte, detto tra noi, un articolo solo mi sembrava un pò lunghetto...
Con il rumore delle cascate, non ancora visibili, a fare da in sottofondo musicale, abbiamo scoperto, con nostra somma gioia (ovviamente), un bel percorso geologico attrezzato lungo la parte pianeggiante del sentiero. Qui grandi massi corredati da cartelli descrittivi ci illustrano la storia geologica dell'intera valle, il percorso è accessibile anche a ipo e non vedenti grazie alle scritte in braille allegate ai cartelli.
Proseguendo lungo la valle, dopo pochi minuti di cammino lungo il corso del torrente Urtier, si arriva alla base delle cascate. Qui le acque del torrente fanno un fragoro salto di 150 m. il rumore è quasi assordante e la mole di acqua che si precipita a valle è veramente grandiosa. Alla base della cascata, come di regola, un bel arcolabeno si sorma tra legoccioline d'acqua che ci bagnano. L'itinerario prosegue a lato delle cascate facendo un anello che ci porta fino alla loro sommità, da dove è possibile ammirare le cascate dall'alto.

Miniere a cascata (parte 1).

Ciao a tutti!
Durante le nostre vacanzine in montagna oltre ad aver percorso a piedi la Valnontey, il pomeriggio dello stesso giorno che abbiamo visitato il Giardino Botanico Paradisia abbiamo deciso di partire alla scoperta delle miniere di Cogne, di cui io ignoravo l'esistenza. Poco lontano dal centro di Cogne è situato il Museo Minerario, che non abbiamo potuto visitare perchè il mercoledì è chiuso... e ovviamente la nostra gita è stata proprio di mercoledì...
Per ovviare a ciò abbiamo deciso di percorrere parte di un anello che da Cogne risale lungo la Valle del Torrente Grauson attraversando l'area nella quale sono situate le miniere. La nostra piccola passeggiata fa parte di un anello più grande, che prevede un dislivello di 850 m e, come abbiamo potuto constatare dall'altro versante della valle, un passaggio non semplice sul conoide di materiale di scarto che si trova presso la miniera di Larsinaz. Le miniere si trovano tra i 2000 e i 250 m di quota, di conseguenza abbiamo potuto osservarne solamente una, quella di Larsinaz.
Anche se la passeggiata è stat corta mi sembra opportuno compilare lo stesso la nostra scheda.

MERCOLEDI' 18 AGOSTO 2010
ITINERARIO - Gimillan, ponte località Ecloseur e ritorno.
SPORT - Trekking.
DISLIVELLO - 150 m.
TIPOLOGIA DI PERCORSO -Sentiero semplice quasi sempre alla stessa quota.
POSSIBILI DIFFICOLTA' - Nessuna
TEMPO DI SALITA -Circa 1h 30min con discreta calma
PAESAGGIO - La valle del torrente Grauson si presenta stretta e con versanti molto acclivi sui quali spiccani i fabbricati e i conoidi di detrito della Miniera Larsinaz. Arrivati al ponte in località Ecloseur il paesaggio cambia e la valle si apre in una bella piana prativa con caratteristiche malghe. 

sabato 28 agosto 2010

La testa della tribolazione

Una vera tribolazione la ricerca del Paradiso. Non fraintendetemi, non ho alcuna intenzione di ambire a posti altolocati dopo la mia dipartita, ma semplicemente mi sarebbe piaciuto vedere la vetta del Paradiso senza confonderla sistematicamente con la Tribolazione. Qualcuno ha capito? Beh ... facciamo un passo in dietro.
Come accennato da Giuditta in un precedente articoletto, abbiamo trascorso alcuni giorni di vacanza nella ridente vallata di Cogne (Valle d'Aosta meridionale), per la precisione in un campeggio in località Valnontey. La zona è completamente inclusa nel "Parco Nazionale del Gran Paradiso" e quindi il visitatore/escursionista medio si aspetta di passaggiare in mezzo a boschi e pascoli, costeggiare impetuosi torrenti, osservare specie floristiche tipicamente alpine, scorgere animali rari e ammirare panorami eccezionali sulle principali vette. E qua casca l'asino ... proprio sui panorami delle vette, perchè una cosa è osservare cime innevate, altra cosa è riconoscerle.
Ma veniamo al fatto. Dopo il trasferimento da Venegono Inferiore a Valnontey  durante una giornata uggiosa, martedì 17 agosto ci svegliamo "col sole in fronte" e quindi decidiamo di adottare il piano A: passeggiata lungo il torrente Valnontey fino alla testata della valle. Partendo dal paesello di Valnontey due ampi sterrati sulle due sponde del torrente conducono verso sud attraverso pinete, pascoli, piccoli borghi con baite in pietra ...... tutto molto bello e caratteristico. In vari punti il panorama si apre sulla testata della vale dove una serie di cime innevate domina il panorama: ma quale sarà la vetta del Gran Paradiso?

venerdì 23 luglio 2010

Alpi e prealpi a 360°: la cima del Legnone

Sapete ormai tutti, cari lettori,  quanto io e Giuditta amiamo lo sport a ritmo blando, senza esagerare e senza oltrepassare mai i propri limiti ..... ma capita ogni tanto che Giuditta sia impegnata per il fine settimana e in quei casi io (che sono decisamente più competitivo di lei) senta la necessità di arrivare un poco più su (metaforicamente e non). E la salita al Legnone ne è un esempio: giornata spettacolare, in compagnia dei fidati Pat e Gab, e clima ottimale per l'ascesa a una delle vette delle Orobie.
Sabato 4 luglio 2010
ITINERARIO - Dal rifugio Roccoli Lorla (Val Varrone, 1463 m s.l.m.) alla cima del Legnone (2609 m s.l.m.) e ritorno lungo lo stesso sentiero.
SPORT - Trekking.
DISLIVELLO -  circa 1200m effettivi
TIPOLOGIA DI PERCORSO - Sentiero a pendenza costante per lunghi tratti fino al Bivacco Silvestri (Ca' de Legn). Ultimo tratto a pendenza elevata con alcuni tratti ferrati su roccia esposta.
POSSIBILI DIFFICOLTA' - Il dislivello di per se può essere un ostacolo, ma con un po' di allenamento si riesce a percorrere l'intero tragitto superando anche le brevi vie ferrate, facendo molta attenzione soprattutto al tratto su roccia subito sotto la vetta.
TEMPO DI SALITA - 3h 50min (inclusa pausa pranzo al bivacco Silvestri).

giovedì 15 luglio 2010

Sui passi della Grande Guerra: l'Ortigara.

Questa volta, complice la nostra amica Elena, ci troviamo sull'Altopiano di Asiago ed in particolare nella porzione nord, al limite con la Valsugana. Qui si trovano le vette più elevate che orlano l'Altopiano: Cima Undici, Cima Dodici, Ortigara.
Di questi luoghi mi ha stupito come la natura si sia ripresa i suoi spazi e tra le rovine delle trincee e dei camminamenti fioriscano adesso decine di specie differenti. Fatico quasi ad immaginiare come durante la Grande Guerra invece di splendidi fiorellini ci fosse solo terra bruciata. Chissà, forse qualche piccolo esemplare riusciva comunque a crescere in quell'ostile paesaggio.
L'itinerario che abbiamo percorso, in compagnia della nostra ospite Elena e dei compagni di viaggio Pat&Gab si snoda dal Piazzale Lozze fino alla cima dell'Ortigara. Dato che lungo questi percorsi venivano traportati dai muli o dai soldati stessi i pezzi di artiglieria, anche pesante, il sentiero si sviluppa a bassa pendenza per quasi tutta la lunghezza e solamente quando si arriva alle pendici dell'Ortigara inizia la salita vera e propria, comunque breve e addolcita dalla presenza di gradinate.

Sabato 10 luglio 2010
ITINERARIO - Piazzale Lozze 1771 m (Passo Stretto) - Chiesetta del Lozze (1890 m) - Baito Ortigara - Monte Ortigara 2106 m - Cippo Austriaco - Cippo Italiano - Baito Ortigara - Chiesetta del Lozze - Piazzale Lozze.
SPORT - Trekking.
DISLIVELLO -  335 m.
TIPOLOGIA DI PERCORSO - Percorso tranquillo costituito da sali e scendi di ridotto dislivello superabili in pochi minuti.
POSSIBILI DIFFICOLTA' - A Baito Ortigara seguendo il segnavia che indica 45 min all'Ortigara si giunge alla parete nord-est e il sentiero si inerpica tra gradinate e trincee anche a pendenza elevata. La discesa dal Cippo Italiano risulta più agevole che la salita dalle trincee, anche se più lunga.
TEMPO DI SALITA - 3 ore.
PAESAGGIO - L'itinerario per la prima parte si snoda all'interno dei boschi di conifere dell'altopiano, poi gli alberi lasciano il posto ai prati che in questo periodo sono completamente fioriti (che bellezza!!!).Una volta giunti alla base dell'Ortigara il panorama si apre a nord permettendo di vedere la Valsugana, che si snoda ai piedi dell'altopiano, e lungo l'orizzonte le vette delle Dolomiti. La sommità dell'Ortigara, con mia grande sorpresa non è un cucuzzolo isolato ma un grande altopiano (sull'Altopiano), al cui centro si trova un'enorme dolina.

giovedì 8 luglio 2010

Elisoccorso al passo Branchino

L'alta Val Brembana e, nella fattispecie, la valle di Roncobello offrono agli escursionisti un gran numero di sentieri di varia difficoltà e lunghezza. Inoltre chi visita questa zona delle Prealpi Orobie gode di un paesaggio molto piacevole e un clima gradevole ... soprattutto durante la calda estate.
In questo articolo parleremo di una escursione abbastanza breve e semplice che dalla testata della valle di Roncobello (località Baite Mezzeno) porta fino al passo Branchino. Dislivello ridotto (meno di 300 m) per un percorso breve e alla portata di tutti ..... ed un paesaggio molto vario ed interessante.
Nel nostro caso la giornata è stata ulteriormente "allietata" dalla visone del soccorso alpino all'opera. Non sono cinico, non è successo nulla di grave: un signore è stato morso sull'alluce, probabilmente da una vipera, mentre camminava a piedi nudi sui prati del Passo Branchino. Non esprimerò qua il mio giudizio in merito all'accaduto, ma dedicherò solamente due righe per elogiare i ragazzi del soccorso alpino e in particolar modo i piloti dell'elisoccorso: arrivano, vedono 2 metri quadrati un po' più pianeggianti, vi si posano, scaricano i soccorritori, caricano il malcapitato ..... e via a tutta birra verso l'ospedale. Vi assicuro che vederli all'opera è emozionante e mi da una certa sicurezza nell'affrontare qualsiasi escursione: qualsiasi cosa mi capitasse (magari non essere morso sull'alluce da una vipera) so di poter contare sul soccorso alpino. Ma torniamo a parlare della nostra escursione.

Sabato 4 luglio 2010
ITINERARIO - Dalle Baite Mezzeno (1590 m s.l.m.) al Passo Branchino (1815 m s.l.m.) e ritorno lungo lo stesso sentiero.
SPORT - Trekking.
DISLIVELLO -  270 m.
TIPOLOGIA DI PERCORSO - Percorso tranquillo tra i prati e i boschi di faggio dell'alta Val Brembana, fino alle praterie che circondano le vette a nord dell'Arera.
POSSIBILI DIFFICOLTA' - Pochi tratti pendenti superabili in pochi minuti.
TEMPO DI SALITA - 1h 30min.
PAESAGGIO - I pascoli in fiore e i boschi abbarbicati sui versanti fanno da cornice alle creste che contornano la valle di Roncobello. Dal Passo Branchino verso nord la visuale permette di spaziere dall'omonimo lago fino alle cime dell'alta Val Seriana.

venerdì 11 giugno 2010

Amor di Montagna: la Val Vegornès

Finalmente, dopo una fredda primavera con neve a bassa quota, le prime giornate di calduccio ci permettono di ritornare tra i monti senza sci ai piedi.
La prima escursione di questa stagione ci ha portati in una bella valle delle Alpi Svizzere, dove già da piccola mi recavo con la famiglia per le scampagnate estive. Questa volta siamo in  Vegornès, una traversa della Val Verzasca, stretta valle che incide i monti che orlano il versante occidentale della Piana di Magadino (Locarno, Canton Ticino-Svizzera). La valle Verzasca si raggiunge grazie ad una stretta strada che si inerpica sul fianco della piana nella quale scorre il Fiume Ticino prima di gettarsi nel lago Maggiore. I ripidi versanti della valle fanno da cornice al torrente Verzasca, che scorre nel fondovalle, e sono costellati da sentieri che si inerpicano verso la Via Alta Verzasca e le Capanne poste in alta quota. Le acque del torrente hanno scavato vasche e polle nelle chiare rocce, nelle quali si raccolgono le acque cristalline che prendono i toni del verde e dell'azzurro. Ma noi siamo andati oltre. 
Risalendo la valle, lunga più di venti chilometri, si giunge a Sonogno, piccolo centro abitato caratterizzanto da casette in pietra, in corrispondenza del quale la Val Verzasca si biforca: verso est si sviluppa la Val Redorta e verso nord la Val Vegornès, meta del notro itinerario.

Mercoledì 2 giugno 2010
ITINERARIO - Da Sonogno (910 m s.l.m.) a Sprugh (1340 m s.l.m.) e ritorno lungo lo stesso sentiero.
SPORT - Trekking.
DISLIVELLO -  430 m.
TIPOLOGIA DI PERCORSO - Percorso tranquillo a pendenza costante; su asfalto da Sonogno a Secada, su sterrato da Secada a Cabioi e infine su sentiero.
POSSIBILI DIFFICOLTA' - Unico tratto un pò impegnativo tra Ganne e Sprugh, dove il sentiero si inerpica su un gradino della valle (200 m di dislivello in circa 1 km rispetto ai 200 m in 4 km del tratto precedente). La salita risulta agevolata dalla struttura a tornanti del sentiero che presenta tanti piccoli tratti a bassa pendenza. 
Anche se siamo a giugno sono ancora presenti molti nevai anche a bassa quota: a 1300 m s.l.m., tra Ganne e Sprugh, ne abbiamo attraversato uno che taglia il sentiero.
TEMPO DI SALITA - 2.5 ore.
PAESAGGIO - La valle si prensenta con versanti ripidi e un fondovalle stretto, lungo il quale sono presenti piccoli nuclei abitati costituiti da baite o malghe di pietra in ottimo stato. Il paesasggio svizzero è arricchito dalla presenza di greggi di caprette e mandrie di mucche che pascolano placidamente sui prati.

giovedì 1 aprile 2010

La prima escursione dell'anno: da Valtorta ai Piani di Bobbio

Eccomi a voi per illustrarvi la prima vera escursione di quest'anno e di questo blog! Essì! Perchè fino ad ora Matteo ed io ci siamo prodigati nello sci di fondo, attività prevalente durante i mesi invernali, abbandonando le altre opportunità sportive.
Ma veniamo a noi. Per ciascun itinerario che completeremo verrà pubblicata una scheda dedicata, come la seguente.

Domenica 28 marzo 2010
ITINERARIO - Da Valtorta (1350 m s.l.m.) ai Piani di Bobbio (1662 m. s.l.m.). A Valtorta (località Ceresola) si prende la strada a monte della partenza degli impianti di discesa. La strada è sempre ben battuta e attraversa un paio di volte la pista da discesa. Arrivati su un pianoro, in prossimità di un laghetto, si segue in salita la pista da discesa per circa 300m e si riprende la strada battuta sulla destra. Dopo due ulteriori attraversamenti della pista da discesa si arriva sul ciglio dei Piani di Bobbio: seguendo le tracce di pedoni e ciaspolatori si costeggia la pista da fondo fino al Centro Fondo.
SPORT - Trekking e sci di fondo. Salita e discesa a piedi, sci di fondo ai piani di Bobbio.
DISLIVELLO -  312 m.
TIPOLOGIA DI PERCORSO - Percorso tranquillo con strada a bassa pendenza e neve battuta. Assenza di tratti ad elevata pendenza.
POSSIBILI DIFFICOLTA' - Sprofondamento nella neve fresca. Attraversamento piste da discesa.
TEMPO DI SALITA - 2.5 ore.
PAESAGGIO - Spettacolare! Durante la salita vista su Valtorta e Pizzo dei Tre Signori, dai piani di Bobbio vista sulle Grigne e sulla pianura verso Lecco.